lunedì 7 settembre 2009

da "L'Eco di Bergamo". 7 settembre 2009

Oggi appare una lunga intervista su "L'Eco di Bergamo", firmata dalla brava giornalista Mariella Radaelli.
Finalmente si comincia a muovere qualcosa per recuperare la memoria storica di avvenimenti fondamentali per la storia d'Italia ma incredibilmente lasciati cadere nell'oblio. Uno tra questi è la strage di Piazzale Giulio Cesare, a Milano, che nel 1928 fece ventiquattro vittime, e della quale nulla si sapeva. Il primo a interrompere la stagione del silenzio, su quella strage, fu Lelio Basso. Nel 1978, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'esplosione. Poi, per altri trent'anni, ancora silenzio. Solo Mimmo Franzinelli, lo storico che più stimo, si è interessato alla faccenda, nel suo "I tentacoli dell'Ovra", uno dei libri fondamentali per conoscere i meccanismi del potere poliziesco fascista e del controllo. Proprio Franzinelli mi ha guidato attraverso i meandri dell'archivio della polizia fascista, e poi si è preso la briga di leggere il manoscritto.
Ecco il testo dell'intervista:

 
  
 

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