sabato 26 settembre 2009

Il massacro del Grappa

Il valore della memoria.
Accadde oggi: 26 settembre
Correva l'anno: 1944

L'Italia è uno strano paese: ricorda quello che vuole e dimentica quello che fa comodo.
Compito dello storico è, quindi, riportare alla luce avvenimenti che si vorrebbe seppellire nella zona d'ombra della memoria.
Tra gli avvenimenti poco ricordati, per un motivo o per l'altro, ce n'è uno che riguarda da vicino la mia terra e i suoi abitanti: la zona di Bassano del Grappa.

All'inizio di settembre 1944, nell'ambito di una vasta azione antipartigiana, il comandante tedesco Kesserling ordinò anche la "bonifica" dei territori del Grappa, una zona strategicamente importante per i tedeschi.
Il massiccio del Grappa, appartenente alle Prealpi, è all'interno di una specie di quadrato con i vertici in quattro grossi centri abitati, pressapoco così:

    ARSIE' (nord ovest); FELTRE (nord est); che danno accesso alla Valsugana
BASSANO (sud ovest); MONTEBELLUNA (sud est), che danno accesso alla valle padana e alla zona del Piave.


Il Grappa era quindi una zona ideale per poter accedere, in breve, a tutto il nord-est d'Italia. Dal Grappa a Bassano, e da Bassano a Padova; da Grappa a Montebelluna, e da qui a Treviso - Venezia - Mar adriatico. Dal Grappa alla Valsugana e quindi Trento - Bolzano - Brennero - Germania.

In quella zona operavano la Brigata Gramsci (sorta dopo la morte del colonnello Zancanaro, ucciso dai nazisti nel giugno 1944). La Brigata Garibaldi Antonio Gramsci aveva al suo interno partigiani sia comunisti che cattolici, provenienti dall'Azione cattolica di Feltre. Era composta, grosso modo, da cinquecento patrioti, divisi in cinque battaglioni (Zancanaro, Battisti, Gherlenda, Da Min e Montegrappa). Nell'estate arrivò a contare quasi mille componenti.

Alla fine dell'estate del '44, sul Grappa rimanevano i socialisti della Matteotti, la brigata garibaldina "Montegrappa", della Gramsci, e altre due brigate minori: "Italia Libera - Piave", "Italia Libera Campo Croce", dal nome di una zona del Grappa.

Kesserling ordina il rastrellamento. Le operazioni, previste per una settimana, durarono solo due giorni, Vennero impiegati circa 10000 uomini, affiancati dai militi della Legione "M Tagliamento", dalle Brigate Nere di Vicenza e di Treviso  e da volontari della Guardia Nazionale Repubblicana.
Gli esiti del rastrellamento furono terribili. Furono bruciati interi villaggi, sterminato il bestiame, rovinati i raccolti, incendiati tutti i fienili. Furono assassinati numerosi civili e partigiani. Il numero esatto non si sa. Non ci furono, contrariamente alle ricostruzioni degli storici del dopoguerra, epiche battaglie, ma scontri a fuoco, inseguimenti, uccisioni sommarie degli arresi. Si parlò di 600 fucilati, ma non è dimostrabile ormai. La vera mattanza avvenne dopo, a rastrellamento concluso, con i partigiani sbandati arrestati, percossi a morte, che incappavano nella cintura di sicurezza stesa intorno al Grappa.

Il 26 settembre, a Bassano del Grappa, furono impiccati 31 giovani patrioti, arrestati nei giorni precedenti. Furono caricati su un camion, con le mani legate con il fil di ferro dietro la schiena e un cartello al collo ("Bandito"). Un giovane milite fascista metteva al collo del prigioniero un cappio fatto con un cavo telefonico, fissato all'albero del Viale principale di Bassano del Grappa. Una brusca accelerata e il partigiano rimaneva appeso all'albero.
31 fermate, 31 cappi con il filo del telefono, 31 accelerate.
E i corpi lasciati per 22 ore appesi, tra i lazzi e le offese dei fascisti ragazzini. Mussolini stesso, quando lo venne a sapere, inorridì.
Vennero fucilati, poi, altri 19 patrioti, e tanti altri furono i deportati nei lager polacchi, dai quali pochi ritornarono, a guerra finita.

Non ci furono, nel dopoguerra, processi degni di questo nome. I responsabili tedeschi non furono processati. Ci fu, a Treviso, un processo contro i militi fascisti, ma fu falsato, come tutti i processi del dopoguerra, dalla volontà di dimenticare, e furono, in vario modo, amnistiati.
Chi ordinò l'eccidio fu individuato, per merito di tre coraggiosi storici: Sonia Residori, Lorenzo Capovilla, Federico Maistrello. I responsabili:
Tenente SS Herbert Andorfer, classe 1911, di Linz (Austria)
Vicebrigadiere SS Karl-Franz Tausch, classe 1922, di Olmuetz (Cechia)


Il giornalista dell'Espresso Paolo Tessadri ha scoperto dove viveva, ancora, a Langen, vicino a Francoforte.
Tausch si tolse la vita l'anno scorso, il 25 settembre 2008, 64 anni esatti dall'eccidio.

Ieri sera, a Fontaniva, l'ex senatore Emilio Pegoraro, allora partigiano della Gramsci, ha rievocato quelle pagine orrende, e ha voluto rendere omaggio agli eredi delle famiglie di contadini che lo hanno nascosto, mettendo in pericolo la loro vita, per sfuggire ai rastrellamenti.

Libri consigliati:
Autori Vari - Processo ai fascisti del rastrellamento del Grappa. Corte d'Assise straordinaria di Treviso (1947) - ED. ISTRECO - 
2004





Inoltre:
Sonia Residori, Il massacro del Grappa, Istrevi - Cierre edizioni. 



7 commenti:

  1. I partigiani del comitato liberazione non si comportarono diversamente poco piu' tardi infatti a Rovetta torturarono , e fucilarono dei militi della Tagliamento (tra un eta' compresa dai 16 ai 20 anni)che si erano arresi dopo aver creduto alla promessa che avrebbero avuto garanzie quali prigionieri di guerra !
    Il 30 gennaio 1950, presso la pretura di Roma, depose uno degli scampati all'eccidio e, nonostante la drammaticità del suo racconto, si arrivò ad un "non luogo a procedere" in quanto si ritennero i fatti come "azione di guerra", poiché ufficialmente l'occupazione nel territorio bergamasco è cessata il 1º maggio 1945.
    Quindi le bestialita' vevivano perpetrate sia da una parte cghe dall'altra e poi veniva insabbiato tutto !

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  2. Caro mio, quarda che qua a Lovere le vittime di Rovetta erano ben note per efferatezza e violenza. Tra l'altro erano tra gli autori del massacro di Bassano e altri eccidi dalle marche al Piemonte.
    Sono gli stessi che alla malga Lunga dopo aver promesso salva la vita ai feriti partigiani li finirono tagliandogli la gola.
    Una scia di sangue infame terminata con la loro esecuzione, durante le operazioni di guerra. E vero non li hanno processati, ma ciò non toglie che fu un atto di giustizia verso assassini e delinquenti che si erano macchiati di orrendi delitti.
    Quindi di cosa stai parlano?

    Uno che ha avuto i parenti tra i tredici Martiri (13 partigiani)a Lovere torturati e fucilati dai militi della Tagliamento fucilati poi a Rovetta.

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  3. i partigiani, come gli altri, altro non erano che combattenti... i morti in guerra si devono calcolare, non ci si può far niente, ma i partigiani venivano trattati come vigliacchi quali erano visto che comunque non hanno mai avuto parte in vere e proprie azioni di guerra ma solo in vili attentati e repressioni verso innocenti. Colpivano sempre alle spalle visto che di coraggio non ne sapevano nemmeno il significato... e poi sono loro quelli sempre contemplati... bah... che italia...

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  4. qui si continua con gli equivoci. I tedeschi offrirono l'opportunità ai partigiani del grappa tramite padre Ferronato di ritirarsi attraverso il varco di Seren del grappa. I capi del Comando Unico (avv.Aldo Pasini di Asolo e il conte terrorista Tonetti)vollero combattere sapendo che i tedeschi e fascisti erano presenti con circa 7 mila uomini mentre loro avevano cinquecento ragazzini malarmati: un massacro prevedibile. Chi insistette per combattere fu il capo dela missione inglese Brietsche che consiglio' i capi partigiani in questo modo per far sì che i tedeschi rimanessero impegnati sul grappa anziche andare sul fronte della linea gotica. La storia non si fa "alla Residori" parlando solo degli impiccati di Bassano e disattendendo le ricostruzioni storiche. Quello delle impiccagioni fu un capitolo vergognoso, ma la colpa del massacro ricade sui capi partigiani che mandarono al massacro quei ragazzi. Poi Tonetti, catturato dai fascisti, finì la guerra mantenuto da loro assieme alla sua famiglia a Trento facendo la spia e per premio venne poi eletto dai comunisti del PSIUP al Parlamento.

    Laura Bonetti

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  5. 1) C'è qualcuno che mi sa dire se è vero che un Tribunale di questa repubblica nata dalla resistenza (tribunale di Firenze) assolse i militi della Tagliamento da ogni responsabilità? I parenti di alcuni uccisi stranieri chiesero risarcimento, ma venne loro spiegato che non spettava loro alcun risarcimento, in quanto i partigiani non erano considerati "combattenti" e i tanto deprecati rastrellamenti erano previsti dal Tribunale Internazionale dell' Aja.
    2)I partigiani del grappa, nella quasi totalità erano figli dele famiglie borghesi della pedemontana che andarono in montagna per non arruolarsi. Una volta catturati, i loro familiari pagarono per la loro liberazione e a finire impiccati furono molti innocenti tra i quali pecorai che non centravano niente. La lista dei condannati vene così cambiate ben 4 volte. Prego smentire o raccontarla giusta. Grazie.
    Alvise Roccon

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  6. Il tribunale <firenze assolse nel dopoguerra i militi della Tagliamento per i fatti del grappa, in quanto secondo le leggi di guerra internazionali, i partigiani non erano considerati "combattenti". Tant'è che chi, come una famiglia di soldati sudafricani uccisi sul grappa, chiese risarcimenti, fu "archiviato". i combattenti del grappa erano nella magioranza figli di famiglie borghesi della pedemontana che andarono in montagna per sottrarsi al servizio di leva. Una volta catturati, i loro famigliari pagarono pere la loro liberazione i tedeschi, e a finire sul cappio furono poveracci, per lo piu' pecorai e malgari. Tant'è che la lista degli impiccati venne cambiata 4 volte,
    Alvise Faccio - Padova

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  7. Massimo Gramellini e Aldo Cazzullo (nomen omen), del gruppo dei nuovi storici di questa repubblica renziana, hanno detto che "l'Italia è stata liberata dai partigiani"...ahahahahaha liberata dai tedeschi per essere occupata fino ai giorni nostri dagli USA.ahahahahahaha
    Ma per favore!!!!!! siate seri!
    luca

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