domenica 6 settembre 2009

RIconoscenze

In vista della presentazione a Milano del mio libro, volevo ringraziare pubblicamente una persona che ha contribuito a realizzare un progetto che avevo in mente da tempo.
Mi sono sempre chiesto perché la storiografia fosse spesso relegata ai margini della vita letteraria.
La spiegazione, che vale per molti storici (non per tutti), è semplice: per la maggior parte dei lettori, se non hanno un interesse diretto alla materia, i libri di storia sono noiosi. Noiosi, sì, perché scritti per altri storici, fatti per essere citati a piè di pagina in altri saggi storici.
Poi ho conosciuto Mimmo Franzinelli, che mi ha fatto cambiare idea. La sua scrittura è vivace, appassionante, priva di ogni astrusità intellettuale tipica di alcuni professori universitari.
Quindi, mi sono detto, scrivere di storia e appassionare i lettori è possibile.
Ho voluto, però, esagerare. Mi è venuta l'ambizione di scrivere di storiografia (quindi con tutti i crismi della ricerca storica) accompagnandola a pezzi di narrativa - brevi - che facessero da prologo a ogni capitolo. Una specie di "romanzo" nel saggio, che appassionasse il lettore e lo stimolasse ad affrontare la ricerca storica vera e propria.
"Attentato alla Fiera" è, nei miei progetti, solo il primo assaggio. Il lavoro attuale, del quale sto ultimando il primo volume (vorrei farlo uscire in tre volumi - pubblicandone uno all'anno), è basato proprio su questa tecnica, portata a pieno compimento. Accanto alla storia del fascismo milanese vi è il racconto di due persone: un reduce dalla guerra, che si trova improvvisamente sbalzato dalla trincea alla vita civile, in una Milano cambiata e afflitta da mille problemi, e un ex soldato, ribelle a ogni autorità, che ... (lasciamo la sorpresa).
Per scrivere narrativa, però, bisogna avere gli strumenti giusti. Per questo mi sono affidato a un bravissimo editor, autore e docente di narratologia: FABIO FRACAS.

Ecco, vorrei ringraziarlo pubbblicamente, perché il suo aiuto è stato per me fondamentale. Ho imparato ad "ascoltare" i miei racconti, ad affinare la tecnica, a gestire ambientazioni e personaggi.
Sta facendo un grosso lavoro, importante e prezioso, Fabio. Con la scuola che dirige, chiamata Macademia, assieme ai suoi collaboratori (Federica Castellini, prima fra tutte), "svezza" in continuazione nuovi talenti letterari. Meriterebbe molta attenzione da parte dei media, Fabio e la sua Macademia.

Fabio, grazie per il tuo lavoro.

1 commento:

  1. Sono io che mi permetto di ringraziarti, Carlo. Un caro saluto,

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