venerdì 23 ottobre 2009

Siamo tutti in pericolo! Il patto alla base della nostra democrazia, stabilito alla fine della II guerra, si è incrinato. L'accettazione di regole di convinvenza politica comuni tra i tre grandi ideali della nostra repubblica, ossia tra ideali di ispirazione marxista-classista, di ispirazione cattolica popolare e di ispirazione liberaldemocratica, sta lasciando il posto alla politica delle lobby, degli interessi di casta, dell'egoismo di ceto.


Se non rinnoviamo questo patto, o se non lo rifondiamo su basi diverse, ma sempre improntante al rispetto altrui, alla democrazia, al principio di uguaglianza alla nascita, di uguale possibilità e dello stato di diritto, assisteremo al collasso della convivenza civile. Ne siamo coscienti?

Il crollo dei valori fondanti della repubblica, primo fra tutti il valore etico del rifiuto di ogni discriminazione in base a razza, etnia, sesso, sessualità, ceto sociale, opinioni politiche o religiose, ci può portare dritti al baratro.

Per questo è importante la memoria storica. Per questo ci si deve impegnare affinché non si dimentichi MAI quello che è successo durante il Novecento, e tutto il passato, prossimo o remoto, della nostra civiltà.


Eppure stiamo assistendo a una rimozione a tappe forzate della nostra storia, annacquandola in un brodo insipido, nel quale tutti vengono accumunati, responsabili, carnefici e vittime, spettatori e protagonisti, a seconda di "cosa" convenga ricordare, o - peggio - di "come" convenga ricordare. L'uso pubblico e politico della storia stravolge la sua stessa funzione, che è quella di creare la memoria collettiva di un popolo, di uno stato, di una nazione, di un continente, e non essere piegata a servizio degli interessi di parte di della polemica politica presente.
Per una nuova etica della ricerca storica.

Per un nuovo patto di rifondazione etica



Carlo Giacchin

Nessun commento:

Posta un commento

Commentate tutto liberamente, senza censura. Detto questo, però, vi prego di usare moderazione nel linguaggio. Grazie.