domenica 18 luglio 2010

Settimana della letteratura a Bobbio, in provincia di Piacenza

Venerdì 23 lugilo sarò a Bobbio, in provincia di Piacenza, per presentare la riedizione di un libro importante: "1930: retroscena di un dramma", scritto da Bianca Ceva, militante del Partito d'azione, partigiana e sorella di Umberto Ceva, esponente di Giustizia e Libertà morto in carcere nel 1930.


 Il libro di Bianca Ceva venne pubblicato nel 1955 dalla casa editrice Ceschina di Milano. Una copia mi è stata prestata da Mimmo Franzinelli nel corso delle ricerche per il mio "Attentato alla Fiera, Milano 1928", episodio che, indirettamente, costò la vita anche a Umberto Ceva.

Infatti Ceva, arrestato per delazione della spia dell'Ovra Carlo Del Re, venne accusato di essere il chimico dell'organizzazione terroristica che di quell'attentato era stata artecife. A sostenere l'accusa solo una misera frase buttata, forse ad arte, in una perizia tecnica sull'esplosivo che era  destinato a un'azione dimostrativa da parte del gruppo di Giustizia  e Libertà, del quale Ceva era esponente.

Ma andiamo con ordine.

Nel corso del 1930 si formò a Milano un gruppo - il più importante - di Giustizia e Libertà, organizzazione antifascista sorta su iniziativa di Carlo Rosselli, principalmente. Rosselli, ricco di famiglia, mise disposizione il suo patrimonio in favore del gruppo di antifascisti emigrati o scappati in Francia durante gli anni 1925-28, il più importante dei quali era Filippo Turati, il fondatore del Partito socialista, ormai vecchio (morì nel 1932 a Parigi). Rosselli lo aiutò a fuggire con una rocambolesca fuga da Milano aiutato da Pertini, Umberto Ceva, Bauer, Olivetti e altri. Per questo motivo Rosselli venne arrestato, di ritorno dalla Corsica (dove aveva sbarcato, con un motoscafo, Pertini e Turati). Venne mandato al confino. Scappò nel 1929 con una altra mitica fuga - sempre in motoscafo - assieme a Lussu e Nitti, e da Parigi guida, con rinnovato vigore, la lotta antifascista.

Nel 1930 sorge una cellula di G.L. a Milano. A guidarla Ernesto Rossi, un professore di economia che insegnava a Bergamo, all'Istituto tecnico Vittorio Emanuele II
Componenti principali i milanesi Vincenzo Calace, Bauer, e Umberto Ceva, valentissimo chimico.

 GL organizza una clamorosa iniziativa per l’ottavo anniversario della marcia su Roma. Faranno saltare, di notte, le sedi principali dell’intendenza di finanza. In molte città italiane vengono creati nuclei di GL. A tessere le fila il professore di Bergamo, Ernesto Rossi. Instancabile, fa la spola tra Bergamo e Milano e scrive, tramite il simpatico, con i cospiratori delle città maggiori, tra le quali Bologna, Torino, Trieste, Roma, Napoli.

L’esplosivo è una miscela di fosforo (il c.d. “Fosforo bianco”) che dovrebbe fuoriuscire tramite un meccanismo a tempo dalle bombe e incendiare le sedi della Finanza. L’orario previsto è attorno alla mezzanotte del 29 ottobre, in modo da  evitare ogni pericolo di fare vittime.

Assieme al gruppo di Rossi opera instancabile personaggio e nuovo adepto di G.L., Straordinariamente colto (ha tre lauree e sta preparando la quarta), intelligente e abile dissimulatore, il nuovo arrivato si getta con entusiasmo nell’attività cospirativa. Ammiratore di Mazzini al punto da copiarne il modo di vestire e alcuni atteggiamenti esteriori, si fa notare subito per la dedizione assoluta con la quale si mette a disposizione di Bauer e Rossi.

E’ un avvocato di Udine, Carlo Del Re che, oltre all’ammirazione per Mazzini ha il vizio del gioco d’azzardo. E sul tavolo da gioco perde soldi non suoi. Curatore fallimentare, Del Re ha a disposizione una curatela di un centinaio di migliaia di lire. Una piccola fortuna.

Per salvarsi decide di vendere quello che ha, ossia la cellula milanese di G.L. Vengono arrestati in una grande operazione di polizia il 30 ottobre 1930.



Il libro che presento il 23 luglio tratta della vicenda di Ceva che, tradito da Del Re e “lavorato” dall’ispettore di polizia Francesco Nudi, a capo dell’Ovra milanese, gli viene fatto credere che i suoi compagni sono i responsabili della strage di Milano del 1928, e stavano per fare il bis proprio con il suo aiuto.

Idealista , ingannato da Nudi, con il dubbio che i suoi compagni siano degli assassini, solo in carcere senza possibilità di verificare, si sente in trappola.

Gli viene prospettata una via d’uscita: accusare i compagni e dare man forte all’accusa. Nudi e Il capo della polizia Bocchini hanno un disperato bisogno di chiudere l’indagine sulla bomba alla fiera e mandare sotto processo i “colpevoli”.

Il tribunale speciale è appena avviato, e Mussolini lo dice chiaramente ai suoi gerarchi: “piombo nella schiena ai traditori”. Vuole inaugurare una serie di condanne a morte proprio con i condannati per la strage di Milano. Sarebbe un colpo da maestro, e nessuno potrà mai sollevare obiezioni, essendo la strage alla Fiera uno dei delitti più efferati mai commessi in tempo di pace.

Dopo Rossi, Bauer, Calace, toccherà a Schirru, arrestato perché aveva l’intenzione di uccidere il duce, per sua stessa ammissione, e via di seguito. Una stagione di sangue per eliminare radicalmente le opposizioni. Ma per iniziarla occorre il gran colpo. La punizione per la strage di Milano (20 morti dichiarati, 25 effettivi e oltre) è l’inizio perfetto.

Umberto Ceva lo intuisce. Sa che non potrà che confermare i terribili indizi di colpevolezza. Le bombe alle intendenze di Finanza sarebbero state  - per l’accusa – la seconda puntata di un unico disegno criminale da parte di Rossi e i suoi, squalificando così tutta l’opposizione al regime, bollata come terrorista e sanguinaria.

Ma Ceva non ci sta. Con un atto coraggioso, decide di sottrarsi alla macchinazione. L’unico modo è darsi la morte. Non è un suicidio, ma un atto di resistenza, uno dei primi veri atti di resistenza, insieme a un atto di accusa contro il potere e le sue trame.

Alla presentazione sarà presente lo storico Lucio Ceva, figlio di Umberto Ceva, il quale ha lavorato affinché la pubblicazione venisse ristampata. E' lo storico militare più preparato d'Italia, e sarà un grande onore per me, essere al suo fianco.

L'occasione della presentazione sarà data dalla cornice della quindicesima edizione della mostra libraria 



“METTIAMO I LIBRI IN PIAZZA”
riservata ai piccoli editori
organizzata a Bobbio durante


LA SETTIMANA DE LLA LETTERATURA
dal 17 al 23 luglio 2010

 http://www.comune.bobbio.pc.it/Leggi_Articolo.asp?IDArt=184





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