lunedì 16 agosto 2010

Giustizia e Libertà

Nel bellissimo paese di Bobbio, nel piacentino, ho presentato un libro, in occasione della Settimana della letteratura, che si tiene ogni anno (certi paesetti avrebbero molto da insegnare, in fatto di iniziative culturali, a certe altre metropoli). Il volume – come dicevo in un post precedente – è il resoconto fedele della vicenda che vide il nucleo milanese di Giustizia e Libertà incarcerato per opera della polizia politica dell'Ispettore Francesco Nudi, che si avvalse degli sporchi servigi della spia Carlo Del Re. Uno degli uomini migliori di G. L., Umberto Ceva, si sacrificò per non dare modo al Tribunale speciale di usarlo per condannare Giustizia e Libertà per la strage di Milano, del 1928, della quale erano tutti innocenti.

La vicenda è nota, e chi non la conosce può sempre leggerla nel mio libro sull'attentato alla Fiera (oltre che in Mimmo Franzinelli e Mario Giovana, tanto per citare due storici che stimo moltissimo).

Sono stato sulla tomba di Umberto Ceva, nel cimitero di Bobbio, su una splendida collina, per omaggiare un grande uomo, la cui storia meriterebbe di essere conosciuta e divulgata, in questa Italia degli egoismi di parte. A volte un esempio val più di mille discorsi inutili.


 

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