martedì 21 settembre 2010

PeaceReporter - Afghanistan, strage Nato a Kunduz

PeaceReporter - Afghanistan, strage Nato a Kunduz

Terminologia di guerra.

Da sempre l'uomo fa la guerra all'uomo. Lo dicevano i giusnaturalisti: l'uomo è lupo all'uomo. La sua condizione "naturale" è la guerra. Totale.
Ma senza scomodare Hobbes, basta leggere un giornale.
L'anno scorso, ad esempio, un bombardamento a un presunto gruppo di talabani ha causato la morte di 200 civili, innocenti, molti dei quali donne e bambini.
Successe a Kunduz, in Afghanistan, e a bombardare furono i "nostri", ossia gli aerei della Nato.
Ma se leggiamo i rapporti ufficiali, si parla solo di "fuoco amico", "collateral damages", ossia danni collaterali. Conseguenze della guerra? No. Conseguenze della "peace mission", ossia missioni di pace. Pace? Di quale pace parlano, se usano aerei da combattimento, missili, bombe?
Eppure da sempre chi fa la guerra deve usare termini i più neutri possibile. Ecco allora parlare di "missioni umanitarie", di Peace-keeping e peace-enforcing.

Ricordate i "trasferimenti all'Est"? la "soluzione finale"? Anche lì si usavano i termini più neutri possibili.

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